tangocazzeggio

per parlare di tango e altro non troppo sul serio
martedì, 31 luglio 2007

U come

Utopia?
Che ci siano persone che sul Tango ci guadagnano e ci vivono è normale ed anche auspicabile.
Chi ci fornirebbe le selezioni struggenti da ballare se non ci fossero musicalizador incentivati da un compenso?
Chi sopporterebbe i maldestri tentativi di muoversi in pista da parte dei principianti se questi non pagassero la lezione?
Mi rattrista solo vedere che poi la maggioranza degli Operatori di Tango (maestri, musicalizador, organizzatori di eventi e vacanze) alla fine entrano nella mentalità solo commerciale e "si condedono" poco.
Eppure persone quali Marcelo Alvarez
o Filippo Avignonesi sono capaci di farti sentire un amico, e sei tu poi a capire che non devi rompergli troppo le scatole.
Invece i veri "commerciali" sono sempre lì a subissarti di e-mail e sms gentili quando cercano di farti andare a lasciare qualche euro tra le loro mani salvo poi fregarsene nell'accoglienza quando ti ci trovi e dimenticarsi di te fino al prossimo evento.
L' Utopia che vorrei è un piccolo rapporto amichevole. E per fortuna mi sembra proprio di averla trovata.
Lo so, non è molto cazzeggione questo post.
Scusatemi.
cazzeggiamento scritto da: Akmeno alle ore 08:23 | link | commenti (3) | commenti (3)
giovedì, 26 luglio 2007

Z come ZAPATOS

Sottotitoli: “Scarpe nuove” e “Il cambio della scarpa”

Quando si comincia a ballare il problema cambio delle scarpe non esiste. I maestri hanno un bel dire: piuttosto venite con dei calzerotti, se le avete con delle “ballerine”, con un decolleté, questo per le donne. Gli uomini: avranno un mocassino morbido… macchè, fiato sprecato. Il principiante tra che non sa se finirà nemmeno il corso, tra che le scarpe da tango costano una cifra, posticipa l’acquisto al primo Natale, al compleanno. Er fanatico che arriva alla prima lezione con le “scarpe di coppale” (e l’andata un po’ per male) c’è sempre. Senza guardargli le scarpe accecanti e il sacchetto di feltro rosso: di solito è quello che non sta nella pelle, dà pacche a tutti anche a quelli che non conosce, tanto non siamo una grande famiglia? Al femminile: è quella che siede sulla panchetta annoiata, che pensi sia una veterana del corso (ahhaaa..a rieccoli!) Avanzati. Ha addirittura i sandali da tanguera esperta (nnnngneaugh! auguri!). Nella norma, soprattutto se il /la neofita ha meno di quarant’anni le scarpe saranno con la punta Aladino, ottime per la caminada, con la tomaia tipo ponte della Nimitz, avesse ad atterrare qualche caccia, oppure a punta capocchia di spillo che un 35 di piede è un quarantadue e un quaranta…beh perché non ti muovi? perché so’ già arrivata. Il cambio della scarpa non è ancora un problema. Di andare in milonga non se ne parla ancora, pertanto… Superato il primo corso tocca comprare le scarpe, con qualche rara eccezione ci arrivano tutti, tutti i sopravvissuti al setaccio. Perciò: basta solcare le palestre con il sassetto incastrato nella suola carrarmato! ora un morbido e confortevole strato di bufalo ti darà movenze feline e l’imbarazzo, la confusione del principiante pluf! scompariranno per incanto. Tormentone della fase due scarpe nuove:
E’ proprio tutta un’altra cosa! Gli spogliatoi pullulano di sacchetti di feltro rosso bordò, verde foresta, qualcuno azzarda un rosso fiamma o un nero con scritte dorate. Tu dove le hai comprate? Tu dove le hai comprate? Tu dove le hai comprate? Gli spogliatoi, mentre i corsisti arrancano e si capottano facendo la medialuna, la mordida (quanto piace alle donne la mordida, non gli par vero di fare il primo gancio), sono in affanno anche loro. Scarpe di tutti i giorni sono correttamente allineate negli appositi stalli e…stallano. Un sentore tra il caseomortuario e vecchio fondo di magazzino aleggia pronto ad azzannare il malcapitato del corso successivo che arriva troppo per tempo. E’ un tanfo di quelli con le manine, come dice il mio amico Gigi, nel senso che ti prende alla gola e stringe stringe… Finita la lezione tutti, in apnea, velocemente richiudono i piedi sudati nella scarpa da “fuori”, quella da tango intanto ha una settimana per riprendersi (e infatti le prime durano mediamente di più di tutte le paia successive messe insieme): il primo che azzarda “e se aprissimo un pochino?” viene odiato perché è un’ammissione di colpa. Ma, di solito, negli spogliatoi non ci sono finestre.

By Lucy
cazzeggiamento scritto da: Akmeno alle ore 10:28 | link | commenti | commenti
mercoledì, 25 luglio 2007

A come

Alito.
Fondamentale interfaccia tra i due tangueri uniti nell'abbraccio.
L'alito.
Terrorizzante incognita da non indagare con la famosa "manovra della conchetta" perchè l'odore che sentirete sarà solo quello delle vostre mani.
E ostinarsi a "cingommare" per un intera serata.?! Percarità, gentile e premuroso, ma anche avere difronte un/una ruminante... e che è il "tango della mucca Carolina"?
Senza parlare poi di quegli aggeggi che vengono spacciati per "perle profuma alito" e deflagrano con un odore / sapore di medicinale.
E per finire una battuta da Anche le Formiche nel Loro Piccolo si Incazzano (il mio libro da comodino): "Il suo alito era davvero puzzolente. Dopo sei mesi di una massiccia cura a base di sciroppi e sciqcqui al gusto di pino silvestre tornò al lavoro. Appena aprì bocca sembrò come se qualcuno avesse fatto un enorme cagata in mezzo alla pineta."
cazzeggiamento scritto da: Akmeno alle ore 18:59 | link | commenti (2) | commenti (2)
martedì, 24 luglio 2007

L come

L come LUNEDI'

che la domenica sia odiosa l'ha già detto leo, no, non di caprio,
giacomo, quel tale, presente?, un po' malaticcio, squaquecchia,
scartellato (arturo:traduci). come dicono gli studenti con un ampio
orizzonte alle loro spalle: prof., uno così sfigato che poteva dire?
insomma, la domenica ci fa già pensare al lunedì e così si guasta, e il
lunedì, quando arriva, a che cosa ci fa pensare? di norma durante la
vita "normale", non so la vostra, ma la mia è un po' complicata, quando
i ritmi sono particolarmente segnati dal calendario scolastico, cui
devo aggiungere tutto il resto, il lunedì si apre con cinque ore
frontali (ho capito perché si dice lezione frontale: perché prenderesti
volentieri gli studenti a capocciate). si apre con cinque ore di questo
tipo da sempre: perchè è lunedì, vorrai mica interrogare...vorrai mica
fare compito...cinque ore con dieci minuti di sosta in cui devo fare la
sorveglianza al piano, caso mai qualcuno di quei bestioni da un metro e
novanta o di quelle smorfiosette con l'ombelico di fuori estate-inverno
non si faccia o si senta male. e la pipì? i presidi allargano le
braccia: quaestio irrisolta. meglio una cistite da una settimana a
casa, perchè il pezzo di carta che la certifica è oro per i dirigenti
scolastici (credo che se li scambino, che abbiano un borsino tutto loro:
due settimane per un menisco, chi offre in cambio tre settimane di
voglia di lavorare saltami addosso? caro collega, c'è la
giustificazione e, si sa, di fronte alla giustificazione...), insomma
meglio che te ne stai a casa ammalata piuttosto che rubare sul rientro
in classe... cinque ore così, perchè il lunedi (fubbbbbbbe!) è
ambitissimo dalle prof. a me il lunedì fa schifo, da qualche anno mi
danno il sabato di riposo, che è meno ricercato di quanto si creda, fa
un po' operaio. quest'anno mi hanno dato il venerdì con due ore, le
prime due, vuol dire che alle dieci, se fossi come una mia, peraltro
amatissima e simpaticissima excollega, ricca da potermi permettere week-
end altrove, potrei avere tre bei giorni davanti... dice, vabbè ma hai
sempre tre bei giorni a casa... seh, com'è che mi hanno messo una
montagna di riunioni il pomeriggio del venerdì?
il lunedì, "ora che sei in vacanza" (i famosi tre mesi dei prof. che
però cominciano il 10 luglio e finiscono il 31 agosto, e non puoi fare
vacanza altro che quando san Calendario Scolastico lo decide, cioè
quando tutto costa il triplo e c'è una bolgia in giro che te la
raccomando), sarà meno fastidioso... ma c'è il famoso, nel caso
mio, "tutto il resto", cui si aggiungono gli impegni di tango, che
talora sembrano un altro lavoro.
ieri sera, è da sabato che ho mal di testa, mi sono rifiutata. ho
dormito come un sasso fino alle 6.30: orologio naturale, quello del
tempo scolastico, la sveglia non mi serve. driiiin, mi sveglio
naturaliter, guardo che ore sono: le 6.25, cinque minuti prima, mi
raccomando. il mal di testa è lì, non si è spostato di un millimetro.
mi aspettano incontri con i burocrati che regolarmente il jump
(giampaolo, sempre lui) dirotta su di me. scartoffie, elemosine in
banca, commercialista... tutte cose per le queli sono particolarmente
tagliata. così, volete che non m'inc.... quando per ottenere uno spazio
su cui ballare in piazza mi devo sorbire domandine, in carta semplice,
per carità, riunioni infinite, siae, sicurezza, per sentirti dire: però
non vi possiamo dare un centesimo, forse vi permettiamo di attaccarvi
alla rete pubblica per lo stereo e le luci? visto i mega lavori biblici
per il tram a mestre, potevano dirmi...attaccati al tram!
lucy
cazzeggiamento scritto da: Akmeno alle ore 19:46 | link | commenti | commenti
martedì, 24 luglio 2007

Intervallo

Nell'attesa di proseguire con l'alfabeto ho inserito nelle foto / multimedia una versione scansionata e leggibile della tavola di Hugo Pratt. E' l'ultima tavola di Una Ballata del Mare Salato.
cazzeggiamento scritto da: Akmeno alle ore 09:58 | link | commenti | commenti

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