no, non sto parlando di ingiustizie: parlo di come DUE devono fare i conti con il PESO e la MISURA. due sono i ballerini. il peso e la misura non sono "quel" peso e "quella" misura, ma quelle due cose che un uomo e una donna ballando devono "sentire". devono imparare a percepire dove mandarlo, il peso. ed essere dentro quel lato, come domanda a lei, come risposta a lui. gli uomini devono imparare a comunicare quanto ampio e lungo il passo, il giro, l'ocho e le donne a comprendere se sarà uno spostamento di pochi centimetri o di mezzo metro e oltre. e come lo si sente? con l'energia che si sprigiona dal busto, con la volontà che è nel nostro pensiero. se io penso che devo andare a sinistra e lo comunico con tutto me stesso, sono IO che andrò da quella parte, non solo le mie gambe. tanti movimenti che facciamo nella vita di tutti i giorni sono fatti inconsapevolmente. ciò che avviene dentro di noi, fin che accade in silenzio non ci dà nessuna sensazione: ma appena percepiamo il nostro cuore battere vuol dire che ha prodotto un'aritmia o ha accelerato. sappiamo allora di avere il cuore. quando chiedo di camminare in apertura di lezione...se ne vedono delle belle! individui normodotati non sanno più camminare: chi si siede sul bacino, chi butta le spalle indietro, chi trascina i piedi, chi cammina in punta, chi su un tappeto di uova, chi scavalca immaginarie pozzanghere. ridono perchè la buffona che sono gli fa lo specchio (absit iniuria!), ma questo prova che di fronte ad un atto naturale, vecchio per ciascuno "x anni -1", siamo colti impreparati. cominciamo a litigare con il nostro corpo. quando poi dobbiamo tener conto del corpo dell'altro e della sua personalità, della sua essenza...apriti cielo! due pesi e due misure: non bastasse UNO.