Venerdì sera doveva essere una cena con milonga estesa a tutti gli eugubini del corso introduttivo, alla fine è stata una cena per dieci persone (nessuno degli allievi, tutti in giro ancora in vacanza) e dopo... via i tavoli, Monica mette la musica e si balla.
Penso che una serata più appagante di questa, da quando cerco di ballare tango, io non l'abbia mai vissuta, e, parlandone via mail, una gentile interlocutrice mi risponde così:
Il genere di cose che hai descritto dà soddisfazione, perché "accade", non è preconfezionato e trova "attori" con le stesse zero aspettative e una sanissima voglia di ballare e basta. Niente bocche a culo di gallina, niente manici di scopa infilati lì. [...] La cosa mi irrita perché purtroppo tanti fanno le viste di lamentarsi delle stesse stronzate, ma poi le mettono in atto perché il tango è una nicchia in cui crogiolarsi nell'idea di essere diverso, migliore, più fico, eroico, romantico, desiderabile. E' troppo allettante l'idea. [...] La cosa non è più tanto divertente. Ha un retrogusto amaro che troppi non vogliono sentire: di sicuro quelli che attuano questi sistemi, e forse anche quelli che li patiscono.
Io (lo sapete benissimo) adoro cazzeggiare, e proprio in questo spirito, ovvero ironizzando su me stesso, ribadisco (sapendo che non vale una emerita cippa) che sono contro i Gran Sacerdoti del Vero Tango, contro quelli che Devono Ballare Con I Maestri, contro i Depositari Dell'Unico Vero Tango che maltrattano le tanguere o ignorano il tanguero principiante, che si bastano da soli e continuano a sleccazzarsi in una sorta di autoerotismo tanguero, unica gratificazione (forse) di una vita altrimenti frustrante.
Ma la milonga non è un luogo di prevaricazione a scopo terapeutico.
Il tango è rapporto e linguaggio, socializzazione e divertimento, ognuno a suo modo e con i suoi tempi, quindi d'accordo i Sacerdoti hanno gli stessi diritti degli altri. Solo che anche noi cazzeggioni rilassati abbiamo gli stessi diritti loro, cosa della quale sembrano totalmente dimentichi.
Eppure qualcuno di loro ci sarà stato in Argentina.
No, non è una partitura di Piazzolla rinvenuta postuma.
Si tratta di una nuova concezione di tango la cui regola centrale è:
"il tanguero lancia la tanguera, la lascia fare e poi la riprende."
In questo modo il suddetto tanguero ottiene con una minima quantità di movimento il massimo di qualità e di produzione di figure.
Il risultato è fantastico, farete una figura meravigliosa anche accennando appena un ocho cortado, ma avete bisogno di una ballerina che sia bravissima, come Monica con la quale ieri sera abbiamo battezzato questo nuovo stile!
Come Tango & Cazzeggio,
Come Tango & Cucco.
Ma tango come ballo o come voce del verbo Tangere (no, niente biglietti per il Marocco, please)?
Nel senso che prima tocco e poi cucco, ("giusto al fin della licenza io tocco!" diceva Cyrano, intendendo forse che la licenza deve concederla la tanguera oppure essere licenziata dal medesimo tanguero) oppure prima ballo il tango e poi cucco?
Ma questo "cucco" donde viene? Da "cuccare" direte voi tutti, miei simpatici amici! E cosa ne dice il dizionario Garzanti di codesto verbucolo?
Cuccare: v. tr. [io cucco, tu cucchi ecc.] (fam.)
1 ingannare, imbrogliare | (gerg.) stabilire un approccio, rimorchiare
2 colpire, cogliere
3 prendere, buscare: cuccarsi un raffreddore | cuccarsi una persona, una cosa, sorbirsela, sopportarla.
Osservate bene dunque, signori giurati e signori della corte.
Il primo significato è INGANNARE IMBROGLIARE, va dunque colto di sorpresa l'oggetto del cuccare, nevvero?
Peccato che tale oggetto sia costituito da una... donna!
Ovvero colei che per antonomasia sa come ingannare e imbrogliare, quella che si mette talmente in tiro la sera di milonga che al mattino (se per caso ci dormi insieme) ti viene da dirle: "Scusi, gentile badante ucraina, ha visto la tanguera di iersera?"
E questa la vogliamo cuccare (che poi come vedete al numero tre comporta anche il doversela sopportare e sorbirsela, pensateci bene benissimo)?
Questa che ti squadra da capo a piè, soffermandosi specialmente sull'addome tartarugato, il bronzeo gluteo e la dotazione anteriore "Rocchesca" (giuro che ho colto commenti simili) ma che però non ammetterà MAI questi sguardi affermando: "Quello che apprezzo di più in un uomo sono lo sguardo e le mani... e poi deve sapermi far ridere" (Nel senso che poi quando lo vede nudo si fa una risata e tutta bella rinfrancata si porta a letto quell'altro).
No, tangueri e tanguere dell'Italia tutta, in milonga non si cucca.
In milonga si balla.
Per cuccare... meglio il supermercato!
Ma questa è un'altra storia...
Interlocutore: "Allora mi hanno detto che sei un ballerino..."
Io: "Veramente provo a ballare tango argentino..."
Interlocutore: "Ah, capisco, si rimorchia bene..."
Io: "Vaffanculo!"